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Bimbi con carie e gengivite più a rischio di futuri problemi al cuore

29 gen 2026 | Letture (19) |<< TORNA ALLE NEWS|

Soffrire di carie e gengivite da bambini potrebbe aumentare il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd) in età adulta, che porta a restringimento die vasi sanguigni e a rischio di infarto e ictus. Lo rivela uno studio condotto in Danimarca che ha incluso 568.778 individui nati tra il 1963 e il 1972; i dati sullo stato di salute orale e sugli esiti cardiovascolari sono stati ottenuti dai registri sanitari nazionali.

Diretto da Nikoline Nygaard dell'Università di Copenaghen, lo studio è stato pubblicato sull'International Journal of Cardiology. I partecipanti sono stati seguiti negli anni per valutare sia la presenza di carie e gengivite durante l'infanzia, sia la comparsa di malattie cardiovascolari nell'età adulta. La maggior parte dei partecipanti presentava livelli moderati di carie dentale (fino al 68%) e di gengivite (57%-68%) durante l'infanzia. Durante il periodo di follow-up, 10.049 uomini e 5.705 donne hanno sviluppato malattia cardiovascolare di tipo arterosclerotico.

È emerso che gli uomini con seri problemi di carie durante l'infanzia avevano un rischio di malattia cardiovascolare in età adulta superiore del 32% rispetto a quelli con meno problemi di carie. Il rischio era superiore del 21% nei soggetti con gengivite rispetto a quelli senza o con gengivite solo moderata. Nelle donne, punteggi elevati di carie e gengivite erano associati rispettivamente a un rischio superiore di malattia cardiovascolare del 45% e del 31% rispettivamente.

E ancora, se la salute orale peggiorava nel tempo durante l'infanzia, il rischio di malattia cardiovascolare era fino al 45% più elevato nelle donne e al 26% più elevato negli uomini rispetto a malattie della bocca sotto controllo durante tutta l'infanzia. "I risultati dello studio suggeriscono che sia la gravità delle patologie orali infantili, sia il peggioramento del quadro di salute orale negli anni possono rappresentare fattori di rischio precoci per lo sviluppo di arterosclerosi", concludono gli autori.

Fonte: Ansa.it